Maddalena Gerli: ho sempre amato disegnare, in un certo senso penso di esser nata illustratrice!

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La Caduta Einaudi Diogo Mainardi

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Le chat de la mère Michel, éditions Mouck

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maddalena gerli

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pum!pum! ZOOlibri

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sottosopra ZOOlibri

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The Frozen Boy san paolo editori

Maddalena Gerli: ho sempre amato disegnare, in un certo senso penso di esser nata illustratrice!
Tobia san paolo editori

Mi chiamo Maddalena Gerli e sono un’illustratrice freelance con base a Milano.

Mi sono diplomata nel 2008 in “Illustrazione e Animazione multimediale” presso l’istituto Europeo Di Design (IED) a Milano; ho iniziato a pubblicare per l’editoria dell’infanzia tra Francia e Italia mentre stavo ancora terminando i miei studi nel 2008 e ad oggi ho all’attivo diverse pubblicazioni sparse per il mondo.
Negli anni mi sono potuta approcciare a diverse realtà, clienti spesso molto differenti tra loro che mi hanno saputo dare spunti ed esperienze davvero varie, tra questi: Einaudi, ZOOlibri, Terre di mezzo, Edizioni San Paolo, Langue&parole, Pearson, Giunti Editore.

Oltre all’editoria per l’infanzia affianco collaborazioni con aziende e privati; mi piace spaziare in diversi campi e mettermi alla prova sempre in nuovi progetti; questi sono alcuni dei clienti con cui ho avuto l’opportunità di lavorare: Martini, Ferrero, Acqua di Parma, La Repubblica, Max Mara, The Walt Disney Company.
Ogni volta che mi si propone un nuovo progetto, è come se m’immergessi in un piccolo “universo” dal quale posso trarre nuove ispirazioni, spingendomi a realizzare qualcosa di nuovo, pur mantenendo sempre il mio immaginario.

 

Quando hai capito che l’illustrazione era la tua professione?

Ho sempre amato disegnare, in un certo senso penso di esser nata illustratrice! Già da piccola avevo ben chiaro che “da grande” avrei fatto qualcosa che avrebbe avuto a che fare con il disegno, anche se fino a vent’anni mi sono sempre esercitata da autodidatta.
Disegnavo sempre e ovunque, i miei quaderni di scuola erano stracolmi di ritratti dei miei professori mentre camera mia era un cumulo di colori e disegni di ogni tipo.
Finito il liceo classico, ho deciso di frequentare il corso di “Illustrazione e animazione multimediale” presso lo IED di Milano che mi ha davvero aperto un mondo!
Dal secondo anno, iniziando a partecipare a concorsi e presentando il mio portfolio a diversi editori, ho avuto i primi riconoscimenti (come l’AWARD dell’illustrazione italiana nel 2007) e le prime pubblicazioni in Italia e Francia.
Da lì un lavoro me ne ha portato un altro e poi un altro ancora e così via.

Il tuo linguaggio visivo è molto particolare, quali sono le tecniche e gli strumenti che usi quando disegni?

Dipende un po’ dal progetto che mi si presenta.
Normalmente lavoro su carta di riso con acrilico, pastello e collage; altre volte utilizzo Photoshop, anche se più per esigenze di tempo che per piacere.

Cosa pensi del tuo futuro da illustratrice?

Col tempo ho imparato ad accettare e ad amare l’imprevedibilità di questo lavoro e il suo continuo mutamento.
Di solito mi piace avere un piano in mente ben delineato e degli obiettivi specifici da raggiungere, ma in questo campo è davvero difficile poter programmare tutto e saper per certo come si evolverà il proprio percorso, solo il tempo può dirlo.
Per il momento ho un progetto personale che sto portando avanti e che vorrei veder realizzato per la fine di quest’anno, dall’altro vedrò un po’ dove mi porteranno i nuovi progetti che mi si presenteranno; Fino a ora “l’imprevedibilità” mi ha sempre regalato belle sorprese e spero che continui a farlo, facendomi percorrere sempre strade nuove e stimolanti.

Nel tuo lavoro hai avuto modo di stringere collaborazioni particolari?

Di recente ho collaborato con The Walt Disney Company. E’ stato selezionato un mio progetto per l’evento “Topolino e L’Italia”, una mostra itinerante dedicata a Mickey Mouse che ha fatto il giro dello stivale. Ho avuto l’opportuna di reinventare una statua di grandi dimensioni del topolino più famoso del mondo!
Per tutta la durata dell’evento ho continuato a ricevere foto del mio topolino nei posti e con le persone più disparate, è stato davvero emozionante!

Perché illustrazione per bambini?

L’idea che anche un solo bambino legga il mio libro da piccolo e poi lo ricordi ancora con affetto da grande, è lo stimolo più grande che possa avere per continuare a fare questo lavoro!

Quali sono i tuoi punti di riferimento nel mondo dell’illustrazione? A chi ti ispiri?

Ho tanti illustratori che amo, tra questi alcuni: Quentin Blake, Tove Jansson, Ivan Bilibin, Lorenzo Mattotti, Carson Ellis ecc.
Traggo ispirazione dalla realtà che mi circonda, non solo libri ma soprattutto persone, atmosfere, film, musica ecc.

Secondo te, in che modo un buon libro illustrato può aiutare un bambino o una famiglia?

I libri hanno una forza incredibile. Hanno la capacità di portarci in posti lontani, metterci nelle scarpe di altre persone e di farci passare concetti e pensieri importanti con estrema leggerezza e facendoci divertire.

La giusta ricetta per una illustrazione efficace.

A mio avviso un’immagine deve saper raccontare e avere la capacità di portarti in un’altra dimensione, una sorta di finestra su un’altra realtà.

In questi anni, chi ti ha supportato e creduto nel lavoro che fai?

Da un lato ho avuto il supporto della mia famiglia, che ha sempre avuto fiducia in me e nelle mie capacità, dall’altro ho avuto una serie d’incontri “fortunati” con persone incredibili che mi hanno saputo aiutare con consigli e motivandomi in diversi momenti del mio percorso, tra cui: insegnanti, amici e colleghi.

Che consiglio daresti a chi vuole iniziare quest’avventura?

Oltre ad avere talento servono determinazione e tanta (tantissima!) perseveranza.
Essere illustratori non è un hobby, è un lavoro, quindi bisognerà accettare una serie di compromessi come per qualsiasi altra professione.
Inoltre penso che sia fondamentale essere curiosi, informarsi, partecipare a fiere, concorsi, non fermarsi mai!

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