Bambini meravigliosamente unici e irripetibili

Il meraviglioso mondo di Cicciapelliccia

è uno di quei libri da avere nella libreria per tutte quelle volte che ci manca la fiducia in noi stessi. Ottimo dunque anche per tutte quelle bambine che ancora non sono a conoscenza delle loro straordinarie potenzialità!

Edith è una bambina di 5 anni e mezzo, circondata da familiari tutti bravi a fare qualcosa, mentre lei crede di non saper fare nulla. Pagina dopo pagina la piccola scopre di avere una competenza unica e rara, che nessun altro ha mai avuto.

Autostima e autoaccettazione

La questione dell’autostima è un aspetto che spesso ci preoccupa come genitori ed educatori. Parliamo spesso di alta o bassa autostima e per di più non va quasi mai bene, perché sempre sbilanciata in un versante piuttosto che nell’altro. Pare che con un po’ di allenamento questa possa essere modificata e portata al giusto peso.  In realtà ciò che ci contraddistingue non è tanto il tipo di autostima che abbiamo, ma la nostra capacità di autoaccettazione. Questo termine implica la nostra capacità di descriverci rispetto alle qualità che ci riconosciamo come positive o come negative. Alcune di queste saranno oggetto del nostro lavoro per poterci migliorare, mentre altre invece ci piaceranno così come sono.

Come sei bravo?

Nel caso dei bambini la loro capacità di riconoscere le proprie caratteristiche dipende da quanto noi genitori riusciamo a trasmettergli, in particolare nei primi anni della loro vita.

Quante volte vi è capitato di dirgli “come sei bravo?!” “Fai il bravo!” così come “sei stato cattivo!”, “ti sei comportato male”.

 Queste affermazioni certo non aiutano il bambino a farsi un’immagine chiara e definita di sé, ma le sentirà come un giudizio di valore assoluto “sono bravo” o “sono cattivo”. Sappiamo poi che questa convinzione su di sé con molta probabilità diventerà la base su cui formerà il concetto di sé, influenzando le proprie scelte e i propri comportamenti anche in età adulta.

Sicuramente da un lato questo spaventa e non è certo il mio intento, perché si può sempre porre rimedio!

“Sei cattivo” può essere velocemente trasformato in “hai fatto una cosa cattiva”

“Sei cattivo” può essere velocemente trasformato in “hai fatto una cosa cattiva”, la forma cambia di poco ma il significato è completamente diverso: non è lui di per sé sbagliato, ma ciò che ha fatto. Se poi facciamo un ulteriore sforzo e riusciamo ad essere ancora più specifici e sostituiamo il termine generico cattivo con uno più concreto e specifico, più adeguato rispetto a quanto il bambino ha fatto, più gli consentiremo di capire cosa effettivamente non doveva fare e questo lo aiuterà a fare meglio in seguito. Purtroppo, diamo per scontato che ciò che è chiaro e palese per noi lo sia anche per i nostri figli, ma non è sempre così, anzi non lo è quasi mai, perché loro non hanno tutta l’intenzionalità che spesso gli attribuiamo e non hanno il nostro modo di pensare.

 

Le mille sfaccettature del bravo

“Sei bravo” invece, per quanto abbia una valenza positiva, rischia di andare perduto perché troppo generico e astratto. Anche in questo caso diventa un giudizio di valore e non aiuta il bambino ha identificare le sue reali competenze. Spesso poi viene detto senza cognizione di causa, per esempio di fronte ad un disegno che ci viene fatto vedere diciamo che è stato bravo, ma magari non è nemmeno così. Dobbiamo quanto più aiutarli ad avere un’immagine di sé realistica e questo vuol dire aiutarli anche a riconoscere quando potrebbero applicarsi di più e fare meglio. Il bravo sottende spesso caratteristiche uniche e specifiche: il nostro bambino può rivelarsi sensibile, attento, preciso, rispettoso, …

In questo caso dobbiamo proprio riuscire a trovare la parola giusta, per dargli un rimando che abbia davvero valore per lui.

E così anche Edith ha scoperto di essere molto brava a…. no, non voglio rovinarvi il finale!

E i vostri figli quali splendide e meravigliose caratteristiche hanno?

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