Conosciamo l’illustratrice Isabella Paglia

Aiuto i grandi di Isabella Paglia Il Castoro

Oggi diamo il benvenuto a una cara amica di Occhi di Bimbo: Isabella Paglia, autrice di tanti libri per bambini e ragazzi pubblicati con successo in Italia e all’estero e vincitrice di altrettanti premi. Oltre all’attività di scrittrice Isabella Paglia è impegnata in quella editoriale per il popolare sito “Piccoli Lettori Crescono” Book Avenue KIDS, come redattrice di altri giornali e riviste destinati ai più giovani e sceneggiatrice. Ma l’attività che forse la caratterizza di più è il suo impegno sociale a favore dei bambini, soprattutto quelli in difficoltà, molte sono le sue iniziative per i reparti di oncologia pediatrica in vari ospedali d’Italia e associazioni umanitarie internazionali.

Ci vuoi raccontare come e perché hai deciso di scrivere per i bambini?

Per passione.

Scrivere per bambini è un lavorare per e con loro.

In molti pensano che sia più facile che scrivere per adulti.

Vi svelo un segreto, una grande verità: scrivere per bambini non è affatto più facile che scrivere per adulti, anzi. Scrivere per bambini significa scrivere per tutti, questa è la grande difficoltà. I libri per bambini sono microcosmi che rappresentano il mondo intero.

Che una bella frase che nel libro sacro del Talmud che dice: “I bambini sono profetici” e nei libri i bambini lo sono sempre perché, come nella vita, ci insegnano sempre che lo straordinario si trova sempre nell’ordinario.

 Qual è l’ultimo libro che hai pubblicato che hai pubblicato?

Storie per bambine e bambini buoni, Giunti un libro che a dispetto del titolo un po’ provocatorio oltrepassa gli stereotipi della bontà. Una raccolta di storie adatta ai bambini dei giorni d’oggi incentrata sul concetto dell’intelligenza emotiva. La bontà a misura di bambino, in questi racconti, si riconosce nella capacità di assumersi le proprie piccole responsabilità, nella disponibilità alla comprensione e all’apprezzamento degli altri, nell’allenamento a risolvere i piccoli conflitti del quotidiano in modo pacifico e senza sopraffazioni. La bontà ruota intorno a valori come il coraggio, l’amicizia, la lealtà, la solidarietà, la disposizione a offrire aiuto e cura, e passa attraverso attitudini come la fiducia, la giustizia, il rispetto, l’autonomia. Si sviluppa grazie alla condivisione e alla partecipazione, certo non con l’imposizione del dovere di conformarsi a rigide regole morali astratte.
Educare alla bontà significa poi anche educare alla cittadinanza, perché prepara alla consapevolezza su molti temi attuali, come la legalità, i diritti umani, le pari opportunità, il consumo responsabile, il rispetto dell’ambiente, la libertà dagli stereotipi di genere, la diversità e l’integrazione.
Tante storie diverse, divertenti e coinvolgenti, allegre o piene di suspense, per cominciare a riflettere su questi temi magari insieme a mamma e papà o ai propri adulti di riferimento!

Che cos’è per te un “libro”?

Per me il libro è uno strumento prezioso di guarigione, di arricchimento, di libertà e la lettura è l’attività che consente di esercitarla e di svilupparla.

Premio Nazionale Letteratura Per L'Infanzia GIACOMO GIULITTO

Dove si deve leggere un libro a un bambino?

Ovunque si possa creare un’intimità tra chi ascolta e chi legge: in un luogo pubblico come una libreria, una scuola, una biblioteca, ludoteca o un luogo privato come la propria casa.

I luoghi del quotidiano sono i migliori: il divano, un lettone, un tavolo da cucina, nel passeggino, in auto. Ma qualunque posto diventa il posto giusto se la lettura è accompagnata dallo scambio reciproco di un abbraccio o di uno sguardo, appunto di occhi di bimbo.

Come si può far “crescere la lettura”?

La pratica della lettura s’incoraggia solo leggendo. I libri vanno difesi e diffusi, rispettati, valorizzati e letti. Questo fin da piccoli. La scuola, soprattutto, dovrebbe “frequentare” i libri e la lettura in modo da renderli una pratica quotidiana, necessaria e attesa come la merenda e il gioco, non un momento di eccezione, né un dovere, né tanto meno una punizione, ma la normalità. Ogni scuola, ogni classe dovrebbe avere la sua biblioteca per “dare dipendenza” al libro. Basterebbe anche solo un piccolo armadietto dove i bambini instaurassero l’abitudine della frequentazione, del “book-crossing”, oppure una lettura in classe all’ultima ora, ci sarebbero veramente tantissime cose da fare in favore della lettura.

Qual è il complimento più bello che ti hanno fatto?

In genere i bambini, i ragazzi, quando ti dicono: “… L’ho letto così forte che ho stropicciato tutte le pagine!

Grazie per l’intervista, vi seguo sempre con interesse e ♥ !

Isabella PagliaAltre informazioni su gli ultimi libri di Isabella Paglia li potete trovare al suo sito: isabellapaglia.info

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