Mamme sufficientemente buone

Oggi vi parlerò di Urlo di mamma, anche in vista della festa della mamma, che si terrà tra pochi giorni. Eh si, perché questo piccolo libro può essere un bel pensiero per la mamma, che si sentirà un po’ meno sola. Una promessa doverosa da fare, dopo averlo consigliato spesso alle mamme, è che in alcuni casi la prima lettura potrà lasciarvi perplesse ed in questo articolo proverò ad aiutarvi ad andare oltre e ad apprezzarlo come ho fatto io.

L’urlo della mamma

In questo libro emerge sia la potenza distruttiva che possiamo avere come mamme sia il potere riconciliante che possiamo mettere in atto.

Stamattina la mia mamma ha urlato così forte,

che mi ha mandato in mille pezzi.

Poche parole, dirette, incisive e toccanti. Molte di noi si staranno riconoscendo nella reazione di rabbia e nervosismo che alcune volte abbiamo verso i nostri figli, a cui segue quella sensazione di averli mandati in mille pezzi, che ci fa sentire cosi in colpa. Il senso di colpa è una di quelle emozioni che più caratterizzano il ruolo materno per i motivi più svariati: per il poco tempo passato con i bambini, per aver giocato poco con loro, per non aver dato l’attenzione richiesta ad un lavoretto o ad un disegno, per averli sgridati. Questa sensazione spesso nasce dal fatto che il nostro comportamento si è dimostrato essere diverso dalle nostre aspettative o in alcuni casi diverso dal modello di mamma che ci impone la società. Prima di avere figli capita di giudicare o commentare l’agito di una madre, senza riuscire ad empatizzare con la fatica e la difficoltà di agire diversamente in quel momento, diventate mamme tutto diventa più chiaro e limpido e la lente con cui guardiamo gli altri genitori cambia inevitabilmente.

Che mamma vorresti essere?

Le variabili che incidono su che mamme siamo variano da momento a momento in base a come stiamo noi, ma anche sulla base di come sta il nostro bambino, senza parlare dell’influenza che gli altri possono avere, pensiamo al padre, alle nonne,…

Essere mamme ci fa sentire come nell’occhio del ciclone, dove chi ci vede dall’esterno sembra avere un facile potere di giudizio e questo non aiuta a farci sentire più serene. Diventa quindi fondamentale fare un passo indietro e chiederci che mamma vorrei essere?

Piccolo esercizio…

È importante cogliere le parole che userete nel rispondere a questa domanda e analizzarle guardandole da fuori, per farlo potete scriverle su un foglio e vederle davanti a voi. Ora interrogatevi su quanto siete effettivamente d’accordo con le parole scritte, quanto vi riconoscete. C’è qualcosa che volete aggiungere, qualcosa su cui volete lavorare per migliorarvi?

Da dove arrivano le parole che avete scritto: da voi, dai vostri genitori, dalla società? Potete anche decidere di cancellarne qualcuna e di porvelo come obiettivo futuro.

Mamme sufficientemente buone

Nel libro proposto la mamma poi ricompone il figlio e riprende con lui quanto successo la mattina, accorgendosi probabilmente di aver avuto una reazione eccessiva. Il fatto di arrabbiarci e di alzare la voce non è di per se sbagliato, alcune volte è un necessario segnale di stop. Nella maggior parte dei casi però il nostro nervosismo non fa altro che avviare una sfida tra noi e il nostro bambino, che non porterà a nulla di costruttivo. È importante capire che possiamo anche essere noi adulti a fermarci e che questo non corrisponde ad accondiscendere l’altro, ma semplicemente a riconoscere che quello non è il metodo più efficiente per gestire un conflitto. Parlare poi in un secondo momento con i nostri figli delle emozioni che anche noi genitori proviamo ci rende umani e fa capire loro che la rabbia, per esempio, non è sbagliata di per sé, ma che bisogna imparare a gestirla.

Winnicott, un famoso pediatra e psicoanalista, parla di madri sufficientemente buone, cioè di madri che istintivamente hanno le capacità di accudire il proprio piccolo, facendosi carico delle proprie sane preoccupazioni. Insomma non parla di madri ottime e perfette. Pensate a quanto potrebbe essere frustrante per un figlio doversi confrontare con una madre che non sbaglia mai, che non chiede mai scusa, che sa sempre cosa dire e cosa fare?

Spero quindi che, prendendo esempio da Urlo di mamma, possiate permettervi di essere mamme spontanee, mamme umane, mamme alla portata dei vostri figli, mamme uniche e irripetibili.

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