“La prima volta che sono nata”, un dolcissimo e profondo albo per la festa della donna

8 marzo

Stavo pensando a quale potesse essere l’albo illustrato che celebrasse la giornata dell’ 8 marzo ovvero la festa della donna.
Devo dire che la scelta non è stata facile perché sono diversi i libri per bambini e ragazzi che rendono importanza a questo giorno.

Come si legge dalle varie fonti sul web: la Giornata internazionale della donna ricorre l’8 marzo di ogni anno per ricordare sia le conquiste sociali, economiche e politiche, sia le discriminazioni e le violenze di cui le donne sono state e sono ancora oggetto in quasi tutte le parti del mondo.  Dato che difficilmente si può trovare un libro che racchiuda tutto questo ho deciso di optare su un albo illustrato apparentemente semplice ma veramente profondo, un libro per bambini e adulti che ti sa smuovere dentro.

La prima volta che sono nata

“La prima volta che sono nata” è un albo illustrato di Vincent Cuvellier e Charles Dutertre che, con estrema delicatezza, raccontano la storia di una vita, la mia, la tua, la vostra.
Ho regalato questo libro a mia madre esattamente un anno fa. Un libro che ho sfogliato in libreria; mi ha colpito fin dal principio, mi ha scosso, mi ha chiamato, non potevo non acquistarlo. Ricordo ancora di averlo sfogliato con foga e di averlo finito tutto d’un fiato, così decisi di prenderlo per mia madre.
Anche se, già in libreria mi aveva trasmesso forti emozioni, è un libro che va gustato in silenzio, nella stanza più intima della nostra casa, nel momento in cui siamo sole, quando i bambini sono a scuola o dai nonni, per questo credo fermamente che sia un libro che abbisogna di tempo e di cuore.

“La prima volta che sono nata” è un libro che parla di conquiste, di perdite, di emozioni e di vita.
Sa trasportarti nel passato e subito condurti nel futuro, un viaggio ad occhi aperti che pochi libri, soprattutto per adulti, mi hanno fatto fare.
Dopo averlo acquistato l’ho portato a casa e prima di incartarlo l’ho letto ancora una volta, ma questa volta c’era il tempo e c’era il cuore e così ho pianto.

Sono stata travolta dalle prime volte delle protagonista perché mi ci vedevo e vedevo mia madre, e ho capito quante prime volte ha ancora in serbo per me la vita. Bisogna saperle cogliere e farle proprie, che esse siano felici o tristi, faranno sempre parte di noi.

“La prima volta che ho aperto gli occhi, li ho subito richiusi. Ho pianto. Poi delle mani mi hanno sollevato al cielo e mi hanno posata fra due montagne di latte. Ho smesso di piangere e ho aperto gli occhi per la seconda volta nella mia vita. Ho visto la luce più dolce del mondo: erano gli occhi di mia madre.”… “La prima volta che sono andata in bicicletta senza rotelle, sono andata anche senza occhi, senza mani, e senza papà.”… “La prima volta che ho ballato con un ragazzo, gli ho pestato i piedi. D’altronde aveva i piedi grandi… “La prima volta che ti sei mossa nella mia pancia, ho chiuso gli occhi e ho sentito il mare.”… “La prima volta….”

Credo che questo albo racchiuda in sé cosa vuol dire essere una donna, una compagna, una madre e una figlia.
Un augurio a tutte le donne e che l’8 marzo si festeggi tutti i giorni dell’anno.

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