la cura della voce: ninna nanne e filastrocche

Uno dei momenti più belli nel rapporto mamma/papà-bambino è la musicalità della ninna nanna quando si accompagna il piccolo al sonno. Si ninna il bambino e lo si fa accompagnando il dondolio con la voce che intona brevi canzoncine della tradizione, anche se quelle inventate non sono mai fuori luogo! Nella memoria affettiva ed emotiva abbiamo tutti cristallizzata quella dal titolo Stella Stellina!

Stella stellina
la notte s’avvicina:
la fiamma traballa,
la mucca è nella stalla.
La mucca e il vitello,
la pecora e l’agnello,
la chioccia e il pulcino,
la mamma e il suo bambino.
Ognuno ha il suo piccino,
ognuno ha la sua mamma
e tutti fan la nanna.

Le ninna nanne sono efficaci anche a detta dei neuroscienziati concordi nella scoperta della passione che i bambini hanno per la musica perché sembra tracciata in profondità nei geni e nel cervello. Sì, c’è nella ninna nanna qualcosa di ancestrale di cui ci dobbiamo fidare. È una forma straordinaria per donare ai bambini parole che riposano e che, d’un tratto, richiamano e sollecitano parti profonde di sé per entrare nel mondo dei sentimenti e delle emozioni.

I neonati sono ascoltatori eccezionali  e lo sono anche “in utero”, come è confermato da studi specifici: i bambini nel pancione rispondono allo stimolo della voce della mamma. Il cuore del bambino rallenta e si calma con la voce che il piccolo riconosce dopo, alla nascita, quando lo si culla tra le braccia o nel lettino. Il neonato ha la capacità di riconoscerla fra tante altre voci che magari si cimentano nella stessa ninna nanna al suo addormentamento. C’è anche un senso di familiarità a cui il bambino si abitua ascoltando più e più volte le rime perché le ripetizioni aiutano i piccoli a ritrovarsi in uno spazio di tranquillità.

 

Fate la nanna, coscine di pollo,
la vostra mamma vi ha fatto un gonnello
e ve l’ha fatto con lo smerlo in fondo,
fate la nanna, coscine di pollo.
Fate la nanna, possiate dormire,
il letto è fatto di rose e di viole
e la coperta di lana sottile
fate la nanna, begli occhi di sole.
Fate la nanna, un bel sonno faremo,
un sonno lungo, e poi mi vo’ destare:
fate la nanna, un bel sonno faremo,
un sonno lungo e poi ci desteremo.
Ninna nanna, ninna, nanna,
il bambino è della mamma,
della mamma e di Gesù,
il bambino non piange più.

La ninna nanna è anche una danza a due, la voce che culla, il bambino che si calma che si rilassa, la mamma o il papà che si sintonizzano al ritmo delle rime, alla melodia della voce, al dondolio del corpo e alla frequenza cardiaca del bambino. la voce ed il canto hanno grande valenza antistress anche per la mamma che insieme al piccolo diventa una bolla di intimità incondizionata.

Ninna nanna, ninna oh,
questo bimbo a chi lo do?
Lo darò alla Befana
Che lo tiene una settimana
Lo darò all’Uomo Nero
Che lo tiene un anno intero
Lo darò all’Uomo Bianco
Che le tiene finché è stanco
Lo darò al Saggio Folletto
Che lo renda Uomo perfetto!

Non è tanto il senso di queste parole o il messaggio che viene veicolato – che in alcuni casi potrebbe portare a sentimenti di paura – ma la struttura del linguaggio e, di conseguenza, quella del futuro pensiero del bambino ad essere incisiva nella memoria.

Il bambino fin dai primi giorni di vita riceve le prime informazioni del linguaggio per mezzo dell’ascolto ripetuto e costante delle lallazioni. Imita la ripetizione ritmica (consonanti) e melodica (vocale). Impara a parlare con l’uso della lallazione verbale, ma esiste anche un linguaggio musicale che il piccolo assorbe dall’ambiente circostante attento. La ninna nanna è quindi una lallazione musicale.

Grande potere ed energia lo hanno anche le filastrocche, testi brevi con spiccate connotazioni ritmiche.

Esistono filastrocche che apparentemente non hanno un senso compiuto, ma che in realtà nascondono origini molto lontane che vanno indietro alle cantilene dei nonni e dei bisnonni, retaggio di un lontano passato, affascinante quanto misterioso. È come se un filo sonoro magico collegasse il bambino al passato e lui, senza sforzo assorbisse valori e regole.

Le filastrocche hanno, tra le altre, una funzione ludica perché accompagnano i giochi:

Alla larga alla stretta

Alla larga alla stretta
c’è Pinocchio in bicicletta.
Alalì alalà e pinocchio se ne va.
Se ne va per la montagna
a cercare la castagna,
la castagna non c’è più
e Pinocchio cade giù.

 

Arri arri cavallino

Arri arri cavallino
per la strada del mulino.
Il mulino è rovinato,
il mugnaio s’è legato;
s’è legato alla catena,
la sua moglie fa la cena;
fa la cena per bambino:
arri arri cavallino.

 

Ma hanno anche una valenza didattica come accade con la conta delle dita o dei mesi dell’anno:

Mano mano piazza

Di qui ci passò una lepre pazza
Pollice la vide
Indice la indicò
Medio la prese
Anulare la cucinò
E il mignolino, che era più piccino
Corse in cantina a prendere il vino
Ma quando tornò non ne era rimasto nemmeno un bocconcino.
Lecca la tavola poverino!

Piazza bella piazza
ci passò una lepre pazza
Pollice la vide, indice la sparò
Medio la cucinò, anulare la mangiò
e Mignolo piccolino ne assaggiò
solo un bocconcino
e Mignolo piccolino ne assaggiò
solo un bocconcino.

 

I dodici mesi

Gennaio mette ai monti la parrucca.
Febbraio grandi e piccoli imbacucca.
Marzo libera il sol di prigionia.
April di bei colori orna la via.
Maggio vive tra musiche di uccelli.
Giugno ama i frutti appesi ai ramoscelli.
Luglio falcia le messi al solleone.
Agosto, afoso, ansando le ripone.
Settembre i dolci grappoli arrubina.
Ottobre di vendemmia empie le tina.
Novembre ammucchia foglie morte in terra.
Dicembre ammazza l’anno e lo sotterra.

Per i bambini che crescono ascoltando ninna nanne e filastrocche l’apprendimento del linguaggio è molto più agevolato. L’esposizione alle rime, alla melodia e al ritmo provoca in loro una predisposizione ad imparare prima e meglio. Questi bambini riusciranno a fare delle previsioni quando indovineranno come finirà una particolare parola. Ciò significa che comprenderanno da lì in avanti un testo orale ed uno scritto molto più velocemente e facilmente. Inoltre, cosa molto importante per il futuro delle abilità cognitive, le immagini mentali che i piccoli ascoltatori costruiranno durante l’ascolto, produrranno un’espansione notevole della loro immaginazione, dote primaria fra le migliori capacità conoscitive che tutti vorremmo vedere all’opera nei nostri bambini!

 

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