Incontriamo l’illustratrice Lorenza Cotellessa

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a brand new life (leon) - Lorenza Cotellessa

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christmas tree - Lorenza Cotellessa

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Happy hipsters - Lorenza Cotellessa

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Haunted House - Lorenza Cotellessa

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Let's dance - illustrazione selezionata nel contest illustrate 80's - Lorenza Cotellessa

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the kiss - Lorenza Cotellessa

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the truman show - Lorenza Cotellessa

Occhi di Bimbo apre la nuova rubrica interviste: Lorenza Cotellessa, giovane illustratrice abruzzese che ci racconta del suo lavoro e delle sue esperienze.

Incontriamo l’illustratrice Lorenza Cotellessa

Raccontaci un po’ di te.

Mi chiamo Lorenza Cotellessa e sono originaria di Lanciano, in Abruzzo.
Da piccola volevo fare l’artista, l’astronauta, la dottoressa, l’attrice e l’ inventrice, ora che sono grande, sono certa che non farò mai nessuna di queste cose, ma spero che un giorno potrò definirmi un’artista, sicuramente sono sempre stata una sognatrice e lo sono ancora.
Ho frequentato il Mimaster d’illustrazione dopo aver vissuto per 3 anni a Londra lavorando come commessa e barista, prima di frequentare il master ho sempre disegnato, ma senza mai frequentare una scuola d’arte ( mi sono diplomata al liceo classico e poi in design degli interni allo IED).

Quando hai capito che l’illustrazione era la tua professione?

Se devo pensare ad un momento in particolare, è stato a Londra grazie ad una mia amica che mi ha convinto a comprare la mia prima tavoletta grafica.
Tuttavia credo di averlo sempre saputo, anche se devo ammettere che per molto tempo ho considerato il disegno come un semplice hobby e mi ero convinta che nella vita avrei dovuto trovare un “vero” lavoro.

Il tuo linguaggio visivo è molto particolare, quali sono le tecniche e gli strumenti che usi quando disegni?

Lavoro principalmente in digitale e a volte in acquerello, ma mi piace sperimentare anche nuove tecniche.

Cosa pensi del tuo futuro da illustratrice?

Al momento sto lavorando al progetto di un libro e spero di poterlo pubblicare presto.

Nel tuo lavoro hai avuto modo di stringere collaborazioni particolari?

Durante il Mimaster ho avuto l’occasione di conoscere tanti bravissimi illustratori, sia tra i miei insegnanti che tra i miei compagni di classe con i quali ho collaborato a diversi progetti durante l’anno (tra cui la realizzazione di un booktrailer per la Feltrinelli) e con cui spero di avere l’occasione di collaborare anche in futuro.

Perché illustrazione per bambini?

Premetto che non faccio esclusivamente illustrazioni per bambini, ma l’illustrazione per l’infanzia è il settore che preferisco, forse perché quando disegno mi sembra di tornare un po’ bambina.

Quali sono i tuoi punti di riferimento nel mondo dell’illustrazione? A chi ti ispiri?

Coloro che mi hanno influenzato maggiormente sono: Shaun Tan, Oliver Jeffers e il cinema di Hayao Miyazaki, anche se in realtà sono tanti gli illustratori che amo e a cui mi ispiro, nonostante alcuni di questi abbiano stili completamente diversi dal mio.

Secondo te, in che modo un buon libro illustrato può aiutare un bambino o una famiglia?

Credo fermamente che i libri che leggiamo da bambini influenzino il modo in cui cresciamo e guardiamo il mondo da adulti, e in alcuni casi un albo illustrato è in grado di far capire a un bambino argomenti difficili che la famiglia potrebbe avere difficoltà ad affrontare.

La giusta ricetta per una illustrazione efficace

Non credo ci sia un’unica ricetta per questo, il processo creativo è diverso per ognuno e molto personale, tuttavia se la ricetta dell’illustrazione perfetta esiste, spero un giorno di trovarla.

In questi anni, chi ti ha supportato e creduto nel lavoro che fai?

Senza la mia famiglia e i miei amici non avrei mai capito che questa era la mia strada, ma la persona che mi ha supportato più di tutti e continua a farlo è mia madre.

Se fossi libera da ogni vincolo… Cosa ti piacerebbe illustrare?

Non saprei, forse un libro pieno di cieli stellati e omini volanti.

Il consiglio più utile che hai ricevuto

Ho ricevuto molti consigli utilissimi, soprattutto durante il Mimaster; il più utile credo sia stato quello che prima o poi riceveranno tutti gli aspiranti illustratori, ovvero: disegnare più che si può e cercare di costruirsi una buona cultura visiva, sono gli ingredienti fondamentali per trovare un proprio stile.

Che consiglio daresti a chi vuole iniziare quest’avventura?

Gli direi di impegnarsi al massimo e soprattutto di avere molta pazienza.

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