L’intervista di Arianna Nicora: illustratrice di Genova

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Sono nata e cresciuta a Genova, per qualche anno ho collaborato con altri 3 illustratori a Milano, ma ora lavoro da sola (anche se ogni tanto collaboro con uno dei 3 del vecchio studio) direttamente da casa.

Il che tutti direbbero che sia la cosa più bella del mondo, ma vi assicuro che nei momenti di lavoro feroce, durante i quali si finisce quasi per lavorare direttamente in pigiama, ci si rende conto dell’importanza del mondo esterno!

Quando hai capito che l’illustrazione era la tua professione?

Ho sempre disegnato, ma l’illustrazione è arrivata un po’ tardi. Il mio primo amore sono stati i cartoni animati e i fumetti. Infatti dopo il liceo artistico ho frequentato la Scuola di Fumetto di Milano. Poi però le prime commissioni sono state delle illustrazioni e quindi ho iniziato a ritagliarmi un posticino in questo mezzo di comunicazione.
Anche se a volte trovo difficoltoso staccarmi dai miei vecchi amori, perchè mi rendo conto che la mia prima visualizzazione, la maggior parte delle volte, sono sequenze e non una sola immagine.

Il tuo linguaggio visivo è molto particolare, quali sono le tecniche e gli strumenti che usi quando disegni?

Principalmente utilizzo il digitale, con programmi come photoshop o illustrator, sia per la fase di schizzo che per i definitivi. Anche se a volte ho bisogno del contatto con matita e carta per buttare giù le prime idee. Devo anche dire che il digitale mi ha sbloccato, nel senso che quando lavoravo in tradizionale ero lenta come la quaresima, indecisa e avevo sempre paura di sbagliare.

Con il digitale ho acquisito più sicurezza e velocità, e non ho più paura di sbagliare. C’è una cosa cosa che però non mi piace del digitale: che si veda che è digitale, per cui sono sempre alla ricerca di soluzioni che “fingano” il più possibile che sia fatto in tradizionale.

Cosa pensi del tuo futuro da illustratrice?

Non saprei, l’unica cosa che posso dire è che mi piacerebbe riuscire a continuare a lavorare senza perdere l’entusiasmo, senza farla diventare una routine, un lavoro tanto per.

Nel tuo lavoro hai avuto modo di stringere collaborazioni particolari?

Il lavoro dell’illustratore è così ampio che non saprai mai per chi o cosa si potrebbe collaborare. Finora mi è capitato di lavorare per case editrici, ma anche programmatori di videogiochi o case di produzione di giocattoli. E la collaborazione per i videogiochi mi ha impegnato parecchio, e mi è anche piaciuto molto. Fare sfondi, oggetti, main page ecc.

Perché illustrazione per bambini?

Perchè trovo che l’illustrazione per bambini sia molto variegata e stimolante, lascia libera la propria immaginazione.

 

Quali sono i tuoi punti di riferimento nel mondo dell’illustrazione? A chi ti ispiri?

Non ho un punto di riferimento nel mondo dell’illustrazione, perchè arrivando da fumetto e animazione i miei riferimenti tendono molto a essere ancora quelli, cosa che sto cercando di correggere. Durante un colloquio fatto l’anno scorso alla fiera del libro di Bologna mi sono sentita dire “too comics”...Quindi fondamentalmente sto ancora studiando illustrazione, e credo che non smetterò mai.

Secondo te, in che modo un buon libro illustrato può aiutare un bambino o una famiglia?

I libri possono aiutare i bambini a comprendere e a imparare, a volte a spiegare in maniera semplice alcuni concetti che magari un genitore non riesce a esprimere al meglio, oppure semplicemente danno occasione di aggregazione sia tra genitori che tra fratelli. Insomma, io un buon libro lo vedo indispensabile alla vita.

Descrivici il tuo stile.

Non saprei come descriverlo, se non dicendo che mi piace provare nuove cose e cambiare, quindi adatto il mio tratto a seconda della sfida che ho davanti (che sia grottesco, umoristico, per bimbi molto piccoli o per ragazzi)

In questi anni, chi ti ha supportato e creduto nel lavoro che fai?

La mia famiglia, il mio compagno e i miei amici in egual misura che mi supportano sempre nonostante le mie paturnie e crisi di lavoro. Sono molto fortunata!

Se fossi libera da ogni vincolo… Cosa ti piacerebbe illustrare?

Mi piacerebbe molto provare a illustrare qualcosa di fantascientico o fantasy.

Il consiglio più utile che hai ricevuto.

Di preparare più di un porfolio quando vado in fiera, a volte anche più di due. Così da essere sempre pronta a seconda di con chi si fa il colloquio. E un altro ottimo consiglio è stato quello di farsi sempre vivi , anche con clienti a cui magari hai già scritto e che non ti hanno risposto.

Che consiglio daresti a chi vuole iniziare quest’avventura?

Di non farsi prendere dal panico ai primi colloqui e non buttarsi giù ai primi no, capitano a tutti. Di essere umili nel proprio lavoro e accettare critiche e consigli. Di studiare il mercato e gli altri illustratori, senza mai perdere il proprio stile in favore della copia di altro, non è bello nè verso se stessi, nè verso chi è l’oggetto della copia.

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