Boscodinchiostro, un mondo fantastico pieno di creature magiche di Ylenia Romoli

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Boscodinchiostro, un mondo fantastico pieno di creature magiche di Ylenia Romoli

Sono un’illustratrice e graphic designer di Firenze, amo disegnare sin dalla tenera età, ho studiato arti grafiche e digitali nell’ambito del corso di Illustrazione della Scuola internazionale di Comics di Firenze.

Studio psicologia all’Università degli studi di Firenze e ho sempre cercato di coniugare la mia passione per l’arte con il lavoro e gli studi in Psicologia. Attingo da diverse discipline per arricchirmi come illustratrice, approfondendo le mie competenze nel settore dal web design, al content marketing, alla letteratura, alla psicologia. Vi chiederete quale sia il nesso tra arti grafiche e psicologia… beh io ne vedo molti, innanzitutto perchè l’arte è un prodotto umano, e dietro ogni opera c’è sempre un artista, la cui storia, cultura e mentalità lo hanno portato a fare delle scelte piuttosto che altre… dall’altra parte sta l’osservatore, o il potenziale compratore di un libro o di un qualsiasi altro supporto grafico… da qui l’importanza fondamentale di comprendere le persone, perchè l’arte è fatta di persone… persone che la producono e persone che ne fruiscono i significati.

Quando hai capito che l’illustrazione era la tua professione?

Più che una professione io la considero uno stile di vita… un giorno inizi a disegnare e inizi a guardare il mondo con spirito di analisi e curiosità, e non smetti più insomma ahahaI
n ogni caso il ruolo della Scuola Comics è stato fondamentale a farmi capire che un semplice hobby che utilizzavo inizialmente solo per rilassarmi e divertirmi, avrebbe potuto diventare un appassionante lavoro (a volte tutt’altro che rilassante persino ahaha), e che la passione va coltivata con cura, con studi e molta pazienza e intraprendenza. Alla fine è vero che se trovi il lavoro che realmente ti piace, non dovrai lavorare un solo giorno in tutta la vita, perchè ogni giorno avrai l’opportunità di fare ciò che ti fa stare bene e nonostante tutti i sacrifici che ogni lavoro comporta (non voglio dire che il lavoro di illustratore sia privo di fatica e stress, anzi), non potrai che essere grato per l’ooportunità di vivere di ciò che ami. In breve, disegnare mi fa stare bene ed è il modo in cui meglio esprimo me stessa, perchè non farne un lavoro a tempo pieno?

Il tuo linguaggio visivo è molto particolare, quali sono le tecniche e gli strumenti che usi quando disegni?

Il mio metodo di lavoro prevede più fasi, una prima fase di ricerca, in cui riempio cartelle e cartelle di fotografie, estratti di testi, citazioni, tutto ciò che possa essermi utile alla progettazione. Dopo di che inizio a disegnare, armata di matita e fogli di carta. Una volta soddisfatta del disegno lo scannerizzo e inizio a lavorarci in digitale. Utilizzo prevalentemente programmi di grafica vettoriale come Illustrator.

Cosa pensi del tuo futuro da illustratrice?

Spero di poter continuare a vivere di questo, di trovare sempre maggiori opportunità nel settore. Cerco di accumulare competenze diverse in modo da restare aggiornata, di spaziare tra i diversi settori, dalla grafica pubblicitaria all’illustrazione per l’editoria, fino al design di tessuti per la moda. Cerco di rendermi versatile, e accetto ogni sfida come un’opportunità di crescita professionale. Diciamo che per ora vado avanti studiando e collezionando libri e collaborazioni preziose, stilando progetti e condividendo il mio lavoro…. Da cosa nasce cosa, l’importante è continuare a coltivare

Nel tuo lavoro hai avuto modo di stringere collaborazioni particolari?

Tantissime, e ognuna mi ha regalato qualcosa che porterò sempre con me. Al momento collaboro con numerose piccole case editrici e associazioni locali, occupandomi di illustrazione, impaginazione e grafica. Ma fondamentale è la collaborazione, ormai consolidata, con il gruppo di scrittura creativa EsseCìEffe, i cui membri sono compagni di lavoro e preziosi amici. Abbiamo iniziato a lavorare insieme quando in occasione dell’anniversario dell’alluvione di Firenze il loro rappresentante Matteo Mazzoni mi ha chiesto di illustrare alcuni loro testi a tema per una mostra, da quel momento è stato un continuo rinnovarsi di idee e progetti. Adesso sto appunto lavorando a un progetto molto promettente, una raccolta di racconti per bambini scritti dai membri di EsseCìEffe, ambientata a Boscodinchiostro, un mondo fantastico pieno di creature magiche, dalla fantasia di Rosita Liperoti, che non smetterò mai di ringraziare. Come in ogni favola che si rispetti anche a Boscodinchiostro si contrappongono creature buone e oscure, ma questo conflitto viene meno ogni Funghedì, dove tutti i personaggi si incontrano nella piana di Pennagermoglio per condividere la loro passione più grande, quella di raccontarsi storie. Al momento stiamo presentando i personaggi con una breve descrizione sui social e stiamo riscuotendo un discreto successo, quella che è nata come una storia per invitare i bambini a stimolare la loro fantasia tramite la scrittura creativa e l’invenzione di storie sta appassionando followers di tutte le età. E proprio per il carattere flessibile e continuamente aggiornabile di questa raccolta, abbiamo convenuto di farne un “Libro 2.0” che uscirà a puntate sui social e sul web, arricchito di illustrazioni e testi dalle mani di persone diversissime tra loro, proprio come i personaggi di Boscodinchiostro.

Quali sono i tuoi punti di riferimento nel mondo dell’illustrazione? A chi ti ispiri?

aaaah domanda difficilissima, sono tantissimi. Cerco di ispirarmi principalmente a illustratori che lavorano con medium e stili molto diversi dal mio, per trarne arricchimento e versatilità. Ma ne approfitto per citare e ringraziare in particolare Giulia Quagli e Camilla Garofano del collettivo Le Vanvere per i preziosi consigli e le direttive, per il sostegno durante le periodiche crisi creative, per avere sempre la parola giusta atta a spronarmi quando mi assale il blocco del disegnatore, e devo ammettere che succede molto spesso quindi temo di doverle ringraziare soprattutto per la pazienza con cui mi sopportano ahahaha.

Secondo te, in che modo un buon libro illustrato può aiutare un bambino o una famiglia?

Un libro è una finestra, può essere utile a far comprendere a un bambino, come ad un adulto, molte cose. A essere coraggioso, a credere in sè stesso, ad accettare chi è diverso da lui. Un libro è un gioco, e il gioco è poter sperimentare qualsiasi cosa, essere qualsiasi cosa, senza rischi. E il gioco, la metafora, la finzione, sono utili strumenti all’apprendimento di un bambino. Tramite il gioco il bambino interiorizza concetti, ruoli, conoscenze, per apprenderle e farle proprie. La lettura condivisa di un libro tra bambini e genitori è un momento di forte legame intersoggettivo, fondamentale da molteplici punti di vista, da quello socioemotivo a quello cognitivo.

La giusta ricetta per una illustrazione efficace.

Quando mi trovo a dover illustrare un testo lavoro sempre nell’ottica che essa debba accompagnarlo e arricchirlo, non deve rappresentare alla lettera ciò che vi è scritto, nè pretendere di cambiarne il significato, ma aiutare il lettore a compiere un viaggio più ampio che vada oltre i confini della pagina.

In questi anni, chi ti ha supportato e creduto nel lavoro che fai?

Devo ringraziare i miei genitori per avermi assecondata nella mia idea testarda di voler passare la vita a scarabocchiare, non è stato facile convincerli, ma oggi sono fieri di me per l’impegno con cui porto avanti le mie convinzioni e non potrei esserne più felice. Devo ringraziare Lapo, per il sostegno incrollabile, persino quando crollo io, per la pazienza con cui si è rassegnato al disordine che lascio sulla scrivania, che di fatto per ora è il tavolo di cucina, per la comprensione con cui accetta di essere trascinato in scampagnate assurde accompagnandomi a rincorrere la mia passione, per avermi lasciato qualche scaffale in più nella libreria, per essere la mia roccia quando lo stress e la paura di non farcela prendono il sopravvento. Devo ringraziare non di meno il gruppo di EsseCìEffe per avermi dato l’opportunità di sentirmi parte di qualcosa e per credere in me e nel mio lavoro.

Che consiglio daresti a chi vuole iniziare quest’avventura?

Di buttarsi, questa è una strada che ha mille direzioni e non sai mai dove ti porterà il percorso. Ci saranno sicuramente muri da abbattere e ponti da costruire, ma almeno per me, fino ad ora, ogni mattone è valso la fatica. Non vi dico che diventerete ricchi e famosi, ma se disegnare è ciò che amate, di certo questa professione vi porterà molte soddisfazioni. Ci vuole dedizione, ci vuole tempo, richiede un grosso investimento di energie, studio, ricerca e pazienza. Riceverete molti no, non si può piacere a tutti, l’importante e non perdersi d’animo e ritrovare sempre un obiettivo anche quando vi sembra di brancolare nel buio. Circondatevi di persone che vi sostengono, accettate consigli e critiche come un’opportunità di crescita, apritevi al confronto, non abbiate paura di condividere il vostro lavoro. Leggete, visitate musei, fate cose, tutto può arricchire il vostro bagaglio e rendervi artisti più completi. In particolare consiglio di leggere “semina come un’artista” di Austin Kleon, lettura leggera, veloce, ma motivante che tengo sul comodino.

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