ME LA RACCONTI LA STESSA STORIA?

È capitato a tutti i grandi di dover raccontare una storia senza permettersi minimamente di cambiare l’ordine delle sequenze temporali sulle quali è costruita, altrimenti il piccolo ascoltatore protesta sonoramente.

Il mondo del bambino è molto spesso vissuto da lui come un grande punto interrogativo. È il caso di immaginare una mente in crescita, un piccolo essere umano impegnato a scoprire, a conoscere, a discernere e ad equilibrare le emozioni che esplodono in lui con tanta energia. Una fiaba, un racconto o una storia costituiscono, a tal proposito, il giusto contenitore  e una giocosa palestra adeguata per questo lavoro. Ecco che il racconto fedele diventa facilitazione all’apprendimento.

I personaggi di cui il nostro bambino ascolta le imprese, le azioni, le prodezze o anche le marachelle, oltre ad assisterne alle immagini correlate, prendono vita nella sua fantasia e diventano favolosi, proprio per aiutarlo ad uscire dalla difficile gestione delle paure dell’ignoto o dal timore di rimanere addirittura senza punti di riferimento. Quale migliore soluzione se non un piccolo grande eroe che infonde sicurezza nel momento giusto, un momento in cui il mondo attorno a sé può cambiare di punto in bianco? Il papà che si allontana per ragioni di lavoro, la mamma che ha bisogno di impegnarsi in un’attività che non lo coinvolge in prima persona, i nonni che si ritirano a casa propria lasciandolo senza loro, il prolungarsi dell’attesa che qualcuno lo venga a prendere all’asilo. Per non parlare di eventi molto più importanti anche a carattere psicologico e sociale, quale può essere un evento naturale o meteorologico, un disagio familiare temporaneo o imprevisto. Siamo consapevoli ora che il racconto, a qualsiasi livello venga rappresentato, può risultare curativo; attraverso il racconto si esce dal mondo lineare e si entra nella tridimensionalità della magia e della fantasia inscenata da uccellini, fate, streghe e da un vasto mondo animale che parla e con cui si può interagire senza alcuna difficoltà. Un mondo in cui il protagonista lotta contro chi non ha sane intenzioni. Un mondo in  cui, verso la fine,  le difficoltà vengono ingannate approdando alle giuste soluzioni che causano, di contro,  felicità, ricchezza, gioia e partecipazione.

Nella profondità della fiaba, il bene e la speranza vincono, mentre il male viene sgominato con impegno e coraggio da parte del protagonista il quale, dalla paura di non essere all’altezza, emerge protagonista-bambino capace di raggiungere soluzioni felici.

Più il racconto delle sue gesta è ascoltato nella sequenza originale, maggiore sarà la forza nel bambino di credere in sé perché è il senso di sicurezza, così introiettato, che mette lentamente le sue robuste radici e che crescerà nel tempo, coniugando emozioni e stati mentali di volta in volta più comprensibili.

 

 

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