Questo spazio è la nostra vita. Libreria Tarantola 1899 Brescia

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«Un bambino che legge sarà un adulto che pensa». Ci piace tenere questo motto ben in vista nella nostra Libreria. I bambini sono un patrimonio inestimabile. Sembra una frase trita e ritrita, una retorica che sembra intrappolare le parole in una convenzione… eppure quanta santa verità!

Con questo spirito, secondo questa filosofia abbiamo voluto organizzare i nostri nuovi spazi.


Certo, perché quasi quattro anni fa abbiamo dovuto traslocare un secolo di storia e di libri dalla storica sede in Corso Zanardelli, a Brescia. Lo abbiamo dovuto fare, con il cuore crepato, per non rischiare di dover chiudere per sempre il libro della nostra storia.

Ma andiamo per ordine.

Tutto ha inizio con nonno Alfredo Tarantola, considerato uno dei capostipiti di quelle famiglie pontremolesi che dalla Toscana si mossero, contribuendo alla diffusione del libro in Italia. Furono in molti a varcare il Passo della Cisa, girovagando per il Paese a vendere testi e volumi contenuti in capienti gerle di legno appese alle spalle.


È nel 1920, una volta terminato il servizio militare, che Alfredo oltrepassa la Cisa per aiutare il fratello Ulisse nelle mansioni di bancarellaio a Milano. Non era facile la vita: la prima bancarella aveva i libri esposti sopra e sotto un cassone utilizzato come letto. Ed è proprio all’ombra della Madunina che Alfredo Tarantola incontra e conosce i primi editori italiani, tra cui Arnoldo Mondadori, che al mattino gli portano le ultime novità librarie, ripassando poi la sera per il resoconto delle vendite. Nomi quasi mitologici, quelli con cui nonno Alfredo aveva a che fare!

Trasferitosi a Brescia nel 1922, Alfredo lavora alle dipendenze degli zii Vannini, proprietari di una libreria e di una piccola ma attivissima tipografia. Di qui il grande balzo in Corso Palestro, sempre a Brescia, dove apre la propria libreria con la moglie Luigia, da sempre sua preziosa collaboratrice. È un negozio privo di vetrine.

I libri, posti su rustici banchetti di legno, sbordano dal marciapiede sino ad invadere la strada. In questo modo Alfredo intende vincere le eventuali ritrosie dei potenziali lettori: la merce, così sistemata, difficilmente può sfuggire alla vista del passante distratto.

Nonostante vendesse libri, Alfredo non sa leggere e non sa scrivere. Un privilegio, quello della cultura, che purtroppo non gli è spettato. Il caso vuole, però, che lui sia abilissimo a vendere quegli stessi prodotti che non sa decifrare. È un ragazzo pieno di buona volontà e non passa certo inosservato.
Il senatore Ugo da Como, uomo di raffinata cultura e di spirito magnanimo, abita di fronte la libreria. Conoscendo Alfredo, prende a ben volere il giovane Tarantola, trasmettendogli l’amore per i libri e il desiderio di comprenderne a fondo valore e significato. Gli insegna a leggere e scrivere prima, ad interpretare poi la lingua latina.

Lo trasforma quindi in un fine intenditore di libri d’arte sino a renderlo il tenutario della stima e della fiducia di tutti i bresciani che amano testi rari e preziosi. Ad Alfredo Tarantola va l’ulteriore merito di aver dato vita insieme ai fratelli e ai compaesani al Premio Bancarella, l’ambito riconoscimento che i librai assegnano a Pontremoli, ogni anno, al libro più venduto.

A Silvana, la figlia di Alfredo, il compito di aprire poi la libreria Tarantola di corso Zanardelli, nel cuore del centro cittadino di Brescia. Qui sono confluiti i più noti e famosi scrittori italiani e stranieri a presentare i propri libri; qui si sono dati convegno per incontri e discussioni uomini di governo come il Presidente Spadolini o Susanna Agnelli, attori e attrici, con cadenze e appuntamenti che si sono distribuiti nell’arco di tanti anni di attività.

Il figlio di Silvana, Marco, accanto alla figlia Roberta, oggi sta seguendo le orme degli avi, avendo fatto tesoro di tanti insegnamenti e di quell’eredità alla passione per i libri che ha accomunato sempre tutti i Tarantola.

Ed eccoci ai giorni nostri. Negli anni l’evoluzione è stata inarrestabile, pur mantenendo ben salde le radici della storia. Il caro affitti, la lettura sempre meno diffusa stavano rendendo complicata la vita dei librai Tarantola. Dinanzi alla necessità di chiudere, Marco ha detto no. Un no secco e perentorio. È così che la nostra vita è cambiata.

Questo spazio è la nostra vita. Oltre ai libri si può trovare un caffè letterario che fa caffè e cappuccini e sforna torte. Un piano ben accordato è a disposizione di chi vuole cimentarsi e poi lo spazio dei bimbi ci apre il cuore. Voi che ne dite? Ogni sabato i nostri piccoli sono pronti a leggere e a seguire laboratori, cui segue una bella merenda.

Tanti corsi regalano momenti incredibili in libreria: i pomeriggi dell’arte, il corso sul cinema, sul teatro, le conferenze e le presentazioni dei libri… tutto regala emozione.
La Libreria è una casa, ma, soprattutto, è la casa del nostro cuore.

Libreria Tarantola 1899
Via Porcellaga 4
Brescia

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