Metodo Montessori: le regolette magiche per crescerli bene 😯

Metodo Montessori

Metodo Montessori non è solo una guida, ma “la” guida per chiunque stia per diventare genitore. I pedagogisti moderni concordano nel ritenere che ancora oggi sia il più efficace. Sin dai primissimi giorni di vita con prodotti specifici, come collana allattamento e dentizione, utili per fornire primi input su come comportarsi e stimolare i sensi.

Divulgato ad inizio Novecento con “Educare alla libertà”, al Metodo Montessori va riconosciuto il merito di aver sfidato l’educazione autoritaria sino ad allora radicata. Dopo una lezioncina di carattere storico, soffermiamoci su quali insegnamenti trasmise e trasmette tuttora, seguendo la dottrina. Per approfondire collegarsi sul sito cosedicuore.it

Metodo Montessori giochi

Da chi deriva il nome? Maria Montessori, educatrice marchigiana, una delle prime donne a laurearsi in medicina. Per conto dell’Università di Roma, si dedicò a recuperare bambini e bambine affetti da problemi psichici. Avvicinatasi alla letteratura francese, mostrò interesse verso gli esperimenti rieducativi tentati da Jean Marc Itard ed Eduard Séguin. In particolare fu attirata dall’idea secondo cui era possibile l’inserimento sociale, attraverso un percorso di educazione adeguato.

Aiutami a fare da solo

Fu la spinta decisiva per intraprendere un percorso tutto suo. Giunse alla conclusione che “il piccolo rivela sé stesso solo quando è lasciato libero di esprimersi, non quando viene coartato da qualche schema educativo o da una disciplina puramente esteriore”. Solo così il bambino impara realmente ad autoregolarsi. Stando al metodo Montessori il bambino è per sua natura serio, disciplinato e amante dell’ordine. Occorre dunque lasciargli spazio, affinché sfoghi la propria creatività.

Educatore, un angelo custode

Il genitore si deve limitare a guidarlo. “La madre che imbocca il bambino – scrisse la Montessori – senza compiere lo sforzo per insegnargli a tenere il cucchiaio, non lo sta educando, lo tratta come un fantoccio. Insegnare a mangiare, a lavarsi, a vestirsi è un lavoro ben più difficile che imboccarlo, lavarlo e vestirlo”. Lo stesso vale nell’ambito scolastico: “Il maestro deve ridurre al minimo il proprio intervento. Non è un insegnante che sale in cattedra e dispensa dall’alto il suo sapere, ma deve essere un angelo custode, deve vigilare affinché il bambino non sia intralciato nella sua libera attività. Deve osservare molto e parlare poco”. Ecco qui sotto citati, con le parole di Maria Montessori, i dieci principi fondamentali.

Mai impedire a un bambino di fare qualcosa perché è troppo piccolo

Non bisogna giudicare la capacità dei bambini in base all’età e non lasciargli fare qualcosa perché troppo piccoli. Bisogna dimostrare fiducia e lasciargli svolgere i compiti più facili. Ad esempio un bambino di due anni potrà mettere il pane in tavola, mentre quello di quattro portare i piatti. I bambini sono soddisfatti quando hanno dato il massimo di cui sono capaci e non si vedono esclusi dalla possibilità di esercitarsi.

Abituare un bambino a fare con precisione è un ottimo esercizio per sviluppare l’armonia del corpo.

I bambini sono naturalmente attratti dai particolari e dal compiere con esattezza determinati atti. Ad esempio, lavarsi le mani diventa per loro un gesto più interessante se gli si insegna che poi devono rimettere il sapone nel posto giusto; oppure versare l’acqua è più divertente se gli si dice di stare attenti a non toccare il bicchiere. E imparare ad agire con precisione è un ottimo esercizio per armonizzare il corpo e imparare il controllo dei movimenti.

L’educatore montessoriano deve essere un angelo custode che osserva e non interviene quasi mai

Il maestro deve ridurre al minimo il proprio intervento. Non è un insegnante che sale in cattedra per dispensare il suo alto sapere, ma deve vigilare affinché il bambino non sia intralciato nella sua libera attività.

Mai forzare un bambino a fare qualcosa

Bisogna rispettare il bambino che si vuole riposare da un’attività e si limita a guardare gli altri bambini lavorare. L’educatore non deve forzarlo.

Educare al contatto con la natura

Far vivere il più possibile il bambino a contatto con la natura. Perché il sentimento della natura cresce con l’esercizio. Un bambino lasciato in mezzo alla natura tira fuori delle energie muscolari superiori a quello che i genitori pensano.

Innaffiare le piante e prendersi cura degli animali abitua alla previdenza

Educate il bambino a prendersi cura degli esseri viventi. Le cure premurose verso piante e animali sono la soddisfazione di uno degli istinti più vivi dell’anima infantile.

Sviluppare i talenti e mai parlar male di un bambino

L’educatore deve concentrarsi sul rafforzare e sviluppare ciò che c’è di positivo nel bambino, i suoi pregi e i suoi talenti, in modo che la presenza delle sue capacità possa lasciare sempre meno spazio ai difetti. E mai parlare male del bambino in sua presenza o assenza.

L’ambiente scolastico deve essere a misura di bambino

La scuola deve essere un ambiente accogliente e familiare in cui tutti i mobili e gli oggetti (sedie, tavoli, lavandini…) siano modellati sulle misure ed esigenze dei piccoli. I materiali didattici devono essere appositamente studiati, ad esempio: oggetti da montare, incastri, cartoncini… che favoriscono lo sviluppo intellettuale del bambino e permettono l’autocorrezione dell’errore, cioè il bambino capisce subito se un incastro è sbagliato e sarà portato a cercare l’incastro corretto Un bambino posto in un ambiente idoneo a contatto con i materiali giusti e sotto la guida di un insegnante attento  e discreto potrà sperimentare e affinare le sue immense potenzialità.

I bambini sono i viaggiatori della vita e noi adulti i suoi ciceroni

Il bambino è come un viaggiatore che osserva le cose nuove e cerca di capire il linguaggio sconosciuto di chi lo circonda. Noi adulti siamo i ciceroni di questi viaggiatori che fanno il loro ingresso nella vita umana… Perché non praticare il metodo Montessori casa?

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