La Freccia Azzurra – dal capolavoro di Gianni Rodari

La freccia azzurra

Ricordi d’infanzia

Il risveglio di questa mattina è stato veramente dolce. Poco dopo essermi alzata suona il corriere con un pacco per me, contente il cofanetto edito da Gallucci editore: “La Freccia Azzurra”, un vero capolavoro della letteratura per l’infanzia scritto dal grande Gianni Rodari e dal quale è stato tratto il film d’animazione, che è arrivato giusto oggi a pochi giorni dall’epifania.

Convengo con Paolo Cardoni, illustratore della storia animata, quando afferma che “La Freccia Azzurra” è un film d’autore, ma che per il suo grande successo e i vari apprezzamenti può essere definito anche un film “cult”.

Da bambina amavo molto la “Freccia Azzurra” credo, sopratutto, per la sua sorprendente semplicità e la sua capacità di trasmettere emozioni e far entrare adulti e bambini nel mondo magico della fantasia.

Così come l’arrivo di Babbo Natale, per molti bambini italiani anche l’arrivo della Befana è altrettanto importante. Io provengo dalla provincia di Brescia e da noi arriva S. Lucia e Babbo Natale, difficilmente arriva anche la Befana, ma in molte regioni d’Italia ci sono bambini che attendono con ansia il suo arrivo. Pur non aspettando l’arrivo della Befana “La Freccia Azzurra” mi è rimasta nel cuore, e da piccola sapevo con certezza che per tanti bambini la mattina dell’ epifania sarebbe stata altrettanto magica come il Natale.

La Freccia Azzurra

La vera storia della Freccia Azzurra

L’edizione che andrò a recensirvi è il cofanetto edito da Gallucci in collaborazione con Lanterna Magica.

Appena scartato il pacco ho subito guardato il film, un tuffo nel passato non da poco…

Già dalle prime scene i miei occhi erano incollati allo schermo!

E’ la notte della Befana e nel paesino dove è ambientata la nostra storia i bambini sono in trepidante attesa per l’arrivo della Befana. Tutto il paese è in fermento, ma quella notte i bambini potrebbero non ricevere nulla.

Infatti il Dott. Scarafoni, aiutante della Befana, aveva un piano per boicottare la notte dell’ epifania. Scarafoni aveva di proposito avvelenato la Befana, infatti quella notte la povera vecchietta si sentiva poco bene e così dovette chiedere a Scarafoni di consegnare lui stesso i regali ai bambini.

I giocattoli del negozio, che sapevano bene che a Scarafoni importava solo dei soldi e non della felicità dei bambini, si ribellarono e decisero così di scappare e di regalarsi essi stessi ai bambini della città. Uno dei bambini che più avevano a cuore era Francesco, un bambino povero rimasto orfano di padre ferroviere, Francesco infatti non desiderava altro che “la Freccia Azzurra”, un lungo trenino azzurro.

I giocattoli fuggirono, inseguiti presto Dott. Scarafoni, un uomo avaro e senza cuore. I giocattoli: il cane Spicciola, la Freccia Azzurra, le due bambole, il Capo della tribù dei Pellerossa, Capitan mezza barba, il pilota dell’aereoplano, il meccano, le matite colorate, l’ orsetto dì peluche, l’ anatroccolo di legno e tre soldati con il loro capitano se la diedero a gambe.

Insomma i giocattoli riuscirono a scappare e attraversarono il paese (per l’esattezza Paolo Cardoni si è inspirato alla città di Orbetello per i disegni) ogni giocattolo scelse un bambino a cui regalarsi. La scelta di ognuno non era stata fatta banalmente, bensì con minuziosa riflessione; ogni giocattolo ha infatti una propria personalità e un’identità ben definita che si rispecchiava nel bambino al quale volevano regalarsi.

I giocattoli rimasti continuarono la ricerca di Francesco, che purtroppo, in quel frangente venne catturato da due ladruncoli, i quali volevano derubare il negozio della Befana ma avevano bisogno di un bambino che si intrufolassero, passando attraverso una piccola finestrella, in negozio.

Francesco e i ladri vengono catturati dalla polizia e portati in caserma, Scarafoni è ormai stufo di dare la caccia ai giocattoli e torna al negozio a recuperare i suoi quattrini, nel mentre la Befana scopre di essere stata avvelenata e corre ai ripari per salvare la notte dell’epifania.

Il lieto fine è d’obbligo, ma lascio a voi il piacere di scoprire come va a finire.

Qualche retroscena della Freccia Azurra

Chi è Scarafoni?? La voce del nostro Scarafoni è quella del grande Dario Fò, che con la sua bravura è riuscito a trasmettere stati d’animo e personalità del personaggio. Dario Fò afferma infatti che, molti bambini appena lo sentivano parlare lo riconducevano subito a Scarafoni, e quando vinse il premio Nobel e l’annuncio venne dato in tv, i figli dei suoi amici corsero dai genitori urlando: “Scarafoni ha vinto il Nobel!

Un altro personaggio di spicco è la Befana anche se per la maggior parte del lungo metraggio resta in secondo piano. È un personaggio, come afferma Dario Fò, eterno, positivo che vive anche da solo e che non ha bisogno di essere messa in primo piano; posso assicuravi che tutto questo emerge dal film.

Questo film d’animazione è stato un lavoro formidabile, un’unione di passioni e competenze che hanno contribuito alla sua riuscita.

Dai disegni ad opera di Paolo Cardoni, alle musiche di Paolo Conte, alla regia di Enzo d’Alò al contributo di Maria Fares (produttore esecutivo), che ha creduto anch’essa alla fiuta di questo progetto.

Credo che la Freccia Azzurra sia tutt’ora un capolavoro, che merita di essere letto e visto. Lo consiglio sia ai bambini sia agli adulti.

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