Inositolo: le vitamine che ci servono…

L’inositolo, o vitamina B7, è una delle vitamine considerate nel gruppo B.

Si tratta di un nutriente che si trova in alcuni alimenti ma che viene anche prodotto dal nostro organismo a partire dal glucosio e  che per questo motivo potrebbe non considerarsi una vera e propria vitamina. L’inositolo, ad ogni modo, viene inserita nel gruppo delle vitamine B, collegando la sua azione soprattutto a quelle della vitamina B8 (o biotina o vitamina H), la B9 (o acido folico, fondamentale in gravidanza perché protegge e favorisce lo sviluppo dell’embrione) e la B5 (o acido pantotenico o vitamina W).

Si tratta di una molecola idrosolubile che svolge molte e importanti funzioni per l’organismo.

Innanzitutto, stimolando la produzione di lecitina, contribuisce a pulire le pareti interne delle arterie e, di conseguenza, a ridurre il livello di colesterolo nel sangue. Contribuisce inoltre a limitare i depositi di grassi nel fegato, agendo quindi positivamente sul funzionamento  dell’organo epatico. Interviene nel processo di trasformazione dei carboidrati in glucosio, quindi svolge una funzione energetica molto importante per l’organismo assieme alle altre vitamine del gruppo B. Favorisce inoltre un’azione depurativa dell’organismo, quindi spesso integratori a base di inositolo vengono consigliati in caso di intossicazioni alimentari e terapie farmacologiche prolungate.

L’inositolo ha anche proprietà capaci di contrastare il deperimento delle cellule nervose, limitando quindi l’invecchiamento cellulare e stimolando le capacità di memorizzazione. La sua azione si estende anche al cuore e alla circolazione e al sistema immunitario e viene consigliato anche in caso di ansia, situazioni legate ad attacchi di panico, nonché in tutti quei casi in cui vi siano stati caratterizzati da eccessivo stress fisico e mentale.

Studi recenti hanno individuato anche altre interessanti proprietà dell’inositolo, tra le quali la sua possibile efficacia, assieme all’acido folico, nella prevenzione della spina bifida nel feto, oltre che la sua utilità nel miglioramento della qualità del liquido seminale e nello specifico sulla maturazione degli spermatozoi e, nella donna, un miglioramento della funzionalità ovarica.

L’inositolo, quindi, sembra avere un’azione positiva anche sulla difficoltà di concepimento.

Questa sua proprietà, presa in considerazione da vari studi su donne con ovaio policistico (PCOS), sembrerebbe poter contribuire in modo modo positivo riguardo tutte quelle problematiche determinate dalla sindrome della policistosi ovarica e riuscire così a ristabilire un’ovulazione regolare nelle donne che ne soffrono.

Ciò che è stato messo in evidenza dagli studi condotti negli ultimi anni e che hanno visto l’inositolo tra le sostanze più studiate nell’ambito della medicina della riproduzione, è che la somministrazione di questa sostanza per un certo periodo di tempo (e in particolare di due tipologie di inositolo: il myo-inositolo, che è la forma più diffusa nell’organismo e negli alimenti di questa molecola, e il d-chiro-inositolo, presente in quantità minori e che viene prodotto a partire dal myo-inositolo) ristabilisce in un’ottima percentuale dei casi il ciclo mestruale e conseguentemente aumenta la probabilità in donne affette da ovaio policistico ad avere un concepimento spontaneo.

Un collegamento, quindi, tra inositolo, benessere femminile e fertilità che sembra poter avere ragion d’essere per le donne che hanno problemi di fertilità o che comunque desiderano una gravidanza e la cui efficacia sembra essere inoltre aumentata in associazione a integratori di acido folico (o vitamina B9) e altre vitamine del gruppo B.

Altri studi, sempre nell’ambito della medicina della riproduzione, hanno inoltre evidenziato come questa non-vitamina migliori anche la qualità degli ovociti e degli embrioni nei trattamenti di fecondazione assistita, potenzi la funzionalità ovarica in donne over 40, nonché incida con effetti salutari sul feto e sulla donna in gravidanza anche per quanto riguarda la prevenzione del diabete gestazionale e il mantenimento di un buon equilibrio metabolico durante la gravidanza.

Visto che l’assunzione di inositolo può essere garantita dalla presenza nella propria dieta di alcuni alimenti, ciò che viene spesso consigliato per il fabbisogno giornaliero di vitamina B7 (che si aggira sui 500 mg al giorno) è di arricchire la propria dieta quotidiana con quegli alimenti che ne contengono in maggiore quantità.

Benché sia raro si presenti una carenza di inositolo se si segue una corretta dieta variata, se l’organismo presenta un’insufficienza di questa vitamina si possono presentare sintomi quali ipoglicemia, acidosi, desquamazione della pelle e capelli più fragili.

L’utilizzo di integratori alimentari a base di inositolo vengono di solito prescritti dopo accurato controllo medico solo in quei casi in cui sia stata riscontrata una reale carenza di questa vitamina o ci si trovi in un particolare momento in cui si hanno determinate problematiche di salute.

Ad esempio integratori di inositolo vengono prescritti per depurare sangue e reni e disintossicare il fegato soprattutto in caso di eccesso di alcol oppure lunghi cicli di assunzione di farmaci, quali cortisone e antibiotici, nonché in quei casi in cui i pazienti siano sottoposti a chemioterapia.

Un integratore che, come tutti gli altri, non va preso comunque “alla leggera” perché, anche se ben tollerato, se preso ad alte dosi può avere effetti indesiderati. Alte dosi, infatti, possono avere effetto lassativo e causare nausea e mal di stomaco.

Ad ogni modo, curare la propria alimentazione con un regime alimentare vario e sano è il modo migliore per non incorrere in un deficit vitaminico e il primo passo da compiere per evitare problemi di carenza di inositolo.

Tra gli alimenti che contengono maggiori quantità di inositolo, molti degli alimenti presi in considerazione dalla tipica dieta mediterranea. Tra questi: il tuorlo d’uovo, il pesce, il riso integrale, l’orzo, il grano saraceno, il lievito di birra, le prugne secche, le noci, i fiocchi d’avena, gli agrumi, i legumi, le banane, il melone e la carne in genere, soprattutto il fegato.

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