E ADESSO IL GIOCO SI FA SERIO!

Bambini in casa, chiusi fra le mura domestiche perché ora è sicuro stare dentro e non fuori all’aperto. È un problema, una sfida o un’opportunità?

Uno studio universitario di tutto rispetto ci informa in modo scientifico che i bambini che vivono in città e ai quali è precluso l’accesso alla natura (parchi, giardinetti, spazi attrezzati all’aperto, ecc.), mostrano livelli considerevoli di stress e di ansia se paragonati ai bambini che vivono in campagna o nelle più disparate zone rurali nelle quali gli stessi bambini si fortificano affrontando le avversità in modo più robusto.

Chi di noi contraddirebbe la convinzione che giocare all’aria aperta, sporcarsi di terra e di fango non siano attività che rendono i bambini felici sia se si cimentano in giochi solitari sia se in compagnia dei loro coetanei. La loro salute psicofisica ne beneficerebbe, eccome!

D’altro canto, studi condotti sia negli Stati Uniti sia in Europa evidenziano che i genitori sono generalmente restii a far uscire i bambini fuori casa per giocare, avendone la possibilità e individuandone le condizioni concrete per farlo. Piuttosto si verifica che sono i grandi, gli adulti, che decidono, secondo le proprie esigenze e convinzioni, l’attività ludica dei loro bambini e che hanno difficoltà a dimostrare pazienza nell’assecondare i loro desideri e bisogni.

Seguendo questo ragionamento, la pigrizia di un bimbo è da ricondurre quindi alla pigrizia dei suoi genitori e alle loro giustificazioni che magari si rifanno ai fattori della salute, della pulizia e della sicurezza.

Ma a noi adulti basterebbe riflettere sui nostri giochi di infanzia e ricordare che eravamo felici con le ginocchia sbucciate e la fronte sudata dalle corse e dalle biciclettate, con il respiro mozzato dalle risate con cui ci si sbellicava ripiegati su noi stessi! E ciò nonostante non riusciamo a replicare le stesse modalità con i nostri bambini.

La tendenza propria dei genitori a tenere in casa i bambini, a parte la pigrizia che viene rilevata, conduce in verità ad un senso di responsabilità che obbliga i papà e le mamme a trascorrere del tempo con i propri figli.

E veniamo al dunque, veniamo ad ora, al tempo del coronavirus.

Il panorama cambia di botto. I genitori un po’ pigri stanno consapevolizzando sempre di più quanto sia bello giocare all’aria aperta e …  quanto sia difficile la convivenza ininterrotta con i propri figli senza i tempi della scuola, gli spazi extrascolastici, le palestre, le danze, le ore di educazione musicale!

Opportunità o sfida? Quando finiranno le costrizioni e gli obblighi ci ritroveremo semplicemente a saper costruire il tempo con i bambini, a sviluppare capacità e competenze profonde perché il legame ora diventa sempre più “evidente e visibile”. Esso non è sostituito dal pensiero che ho in testa del legame d’amore, ma si verifica che i genitori ed i figli sono lì, in quel preciso posto, in quel tempo, in quel gioco da condividere, in quel lavoro da ultimare, in quel silenzio della riflessione e della stanchezza, in quel libro da leggere insieme. Insomma, si è insieme sempre. Opportunità di crescita da entrambe le parti? Sfida a superare gli egoismi e la pigrizia?

Inventare giochi, cimentarsi in attività di intrattenimento e di scoperta, sviluppare l’immaginazione per uscire fuori casa, parlarsi e approfondire la comunicazione, apprendere tecniche di svago, possono essere strategie antistress e curative dell’ansia, ma non solo quelle di cui sono affetti i bambini chiusi in casa (come detto sopra) ma di cui sono affetti anche gli adulti chiusi in casa?

Bravi tutti, grandi e piccoli! Non può che essere un’opportunità ed una sfida al contempo. Ora è tempo di quantità e non solo di qualità della relazione! I genitori, tra mille difficoltà in questa contingenza, stanno lavorando con una finalità precisa, sono a lavoro per crescere uomini e donne del futuro, saldi nelle loro radici (il legame!), sereni un giorno di muoversi nel mondo senza perdere di vista il porto sicuro (il nido, la casa, i genitori, che della quantità di tempo hanno fatto tesoro di qualità) a cui tornare quando è necessario o quando se ne ha desiderio.

Bravi tutti!

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